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Sicilia, allarme rincari nei trasporti marittimi: Falcone porta il caso a Bruxelles

Sicilia, allarme rincari nei trasporti marittimi: Falcone porta il caso a Bruxelles

I collegamenti marittimi da e per la Sicilia tornano al centro del dibattito europeo. Dal 1° giugno, alcune compagnie armatoriali hanno applicato aumenti dei noli fino al 50% sulle tratte merci non soggette a obblighi di servizio pubblico. Un rincaro definito “insostenibile” dagli operatori del settore e che rischia di colpire duramente l’economia dell’isola.

A denunciarlo è l’eurodeputato siciliano Marco Falcone (FI‑PPE), che ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere un intervento immediato. L’iniziativa è stata sottoscritta anche da altri eurodeputati italiani del Partito Popolare Europeo, tra cui Giusi Princi, Caterina Chinnici e Letizia Moratti.

“Costi insopportabili per imprese e famiglie siciliane”

Falcone sottolinea come l’aumento dei noli si sommi agli effetti dell’ETS marittimo, il sistema europeo di scambio delle emissioni esteso al trasporto via mare. Una misura che, secondo l’eurodeputato, sta penalizzando in modo sproporzionato le regioni insulari.

«Il trasporto marittimo è un’infrastruttura essenziale per la continuità territoriale della Sicilia. Costi più elevati per merci e logistica finiscono per ripercuotersi sulle attività produttive e sui consumatori, aggravando gli svantaggi dell’insularità»

Il rischio, secondo Falcone, è un aumento generalizzato dei prezzi al consumo, con effetti immediati su famiglie, autotrasportatori e imprese siciliane già provate da anni di rincari energetici e difficoltà logistiche.

La richiesta all’Europa: trasparenza e un Fondo per le isole

Nell’interrogazione, Falcone chiede alla Commissione tre interventi chiave:

  • maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi dei noli;
  • misure compensative per gli effetti dell’ETS marittimo sulle isole;
  • l’istituzione di un Fondo europeo per la continuità territoriale delle regioni insulari.

Un tema che riguarda anche la Sardegna, ma che per la Sicilia assume un peso particolare: l’isola dipende in modo quasi totale dal trasporto marittimo per l’approvvigionamento di beni essenziali.

Il tour in Sardegna e il confronto con gli amministratori

Falcone ha illustrato l’iniziativa durante un tour istituzionale in Sardegna, incontrando amministratori locali e operatori del settore. Un percorso che, nelle intenzioni dell’eurodeputato, punta a costruire un fronte comune delle regioni insulari per chiedere all’Europa regole più eque.

Un tema cruciale per la Sicilia

Il nodo dei trasporti marittimi resta uno dei punti più sensibili per la Sicilia: ogni aumento dei costi logistici si traduce in un aggravio immediato per l’intera filiera economica, dal commercio all’agroalimentare, fino al turismo.

L’interrogazione a Bruxelles riaccende dunque i riflettori su un problema strutturale che l’isola denuncia da anni: senza continuità territoriale reale, la Sicilia paga sempre di più per restare connessa al resto del Paese e dell’Europa.

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