UGL Salute lancia un forte appello sulle competenze digitali dei professionisti sanitari: quasi metà degli operatori usa i social per motivi professionali, ma solo l’11,4% ha ricevuto una formazione adeguata.
Per il Segretario Nazionale Gianluca Giuliano, questa è una contraddizione che espone lavoratori e cittadini a rischi informativi, perché i social sono ormai uno dei principali canali attraverso cui i cittadini cercano informazioni sulla salute.
Il sindacato chiede che la comunicazione digitale diventi parte integrante dei percorsi formativi: non per trasformare i sanitari in comunicatori, ma per fornire strumenti su divulgazione scientifica, verifica delle fonti, privacy, deontologia, rapporto con i pazienti e gestione della disinformazione. Significativo anche il dato del 75% dei professionisti che richiede linee guida chiare e omogenee.
UGL Salute sollecita Ministero, Regioni e aziende sanitarie ad aprire un confronto: la trasformazione digitale non può basarsi solo sulle tecnologie, ma deve valorizzare le competenze dei lavoratori. Investire nella formazione significa migliorare la qualità dell’assistenza, tutelare i professionisti e rafforzare la fiducia dei cittadini nel Servizio sanitario nazionale.






