L’Associazione Cure Palliative dell’Elba: nel 2025 assistiti 107 pazienti grazie a un servizio volontario esemplare.
Un metodo da importare nelle Eolie
Nel corso del 2025 l’Associazione Cure Palliative dell’Isola d’Elba ha seguito 107 pazienti, offrendo un servizio di assistenza domiciliare che si conferma tra le realtà più preziose e umane del territorio. La Onlus, pienamente integrata nel sistema sanitario pubblico, opera per alleviare dolore e sofferenza nelle fasi più delicate della malattia, garantendo supporto clinico, psicologico e spirituale.
Un servizio radicato nella comunità
La maggior parte degli interventi avviene direttamente nelle abitazioni dei pazienti, molti dei quali impossibilitati a muoversi. L’attività si svolge nel quadro della legge 38/2010, che tutela il diritto alle cure palliative e alla terapia del dolore, e si basa su un approccio multidisciplinare che coinvolge medici, psicologi, infermieri e fisioterapisti.
A guidare l’associazione sono i medici Annamaria Massaro e Mario Balatresi, figure storiche della sanità elbana.
Massaro, già medico di medicina generale e fondatrice dell’associazione nel 2009, sottolinea come il servizio segua pazienti di ogni età, spesso affetti da patologie oncologiche ma non solo. Balatresi, anestesista in pensione, evidenzia l’importanza di definire fin da subito procedure, terapie e percorsi di sostegno psicologico per il malato e la famiglia.
Una rete di professionisti e volontari
Accanto ai due medici operano gli psicologi Marco Marzocchini e Silvia Dini, un fisioterapista e gli infermieri dei distretti sanitari dell’Asl isolana. L’assistenza spirituale è garantita quando richiesta, completando un percorso che mira a prendersi cura della persona nella sua interezza.
Il lavoro dell’équipe è continuo: i medici raggiungono i pazienti periodicamente o su chiamata, occupandosi anche di medicazioni complesse, prevenzione e trattamento delle piaghe da decubito, igiene personale e tutto ciò che può migliorare la qualità della vita.
Un modello replicabile per le Isole Eolie
L’esperienza maturata all’Isola d’Elba rappresenta un modello organizzativo che potrebbe essere adottato con successo anche nelle Isole Eolie, dove la frammentazione territoriale e la distanza dai centri ospedalieri rendono ancora più preziosa una rete strutturata di cure palliative domiciliari. Il metodo elbano si basa su tre pilastri fondamentali.
L’applicazione di questo metodo nelle Eolie permetterebbe di offrire un’assistenza più vicina, umana e continuativa ai pazienti fragili, valorizzando al tempo stesso la collaborazione tra professionisti sanitari, volontari e comunità locali. Un investimento non solo sanitario, ma profondamente sociale, che potrebbe migliorare in modo significativo la qualità della vita delle famiglie eoliane.









