A Leni, nel cuore dell’isola di Salina, si consuma da mesi una vicenda che racconta l’altra faccia dell’arcipelago: quella delle fragilità sociali, delle emergenze silenziose e delle risposte che tardano ad arrivare.
Una coppia di coniugi, 67 e 61 anni, vive da tempo in condizioni di estrema precarietà, costretta a dormire in un’auto, una vecchia Fiat Panda, parcheggiata nel territorio comunale. Di giorno si arrangiano in un piccolo magazzino, dove riescono a lavarsi e cucinare; di notte si sistemano sui sedili della vettura, affrontando caldo, disagi e una quotidianità che non dovrebbe appartenere a nessuno.
Un caso noto a Leni, ma ancora senza soluzione
La loro storia è ben conosciuta dalla comunità e dalla politica locale. Nel 2024, a seguito di una procedura di sfratto, il sindaco Ireneo Giardinello aveva concesso alla coppia un alloggio popolare comunale per 18 mesi, una misura temporanea pensata per garantire un tetto e un minimo di stabilità. Scaduta la durata prevista, però, non è stata individuata una soluzione alternativa. E così i due sono tornati a vivere in auto.
La mobilitazione dei cittadini
L’ultimo capitolo della vicenda arriva da un gruppo di residenti di Leni, che ha deciso di intervenire formalmente. Attraverso l’avvocato Micaela Miceli, è stata inviata al sindaco un’istanza urgente per chiedere misure immediate a tutela del nucleo familiare, oggi privo di qualsiasi abitazione.
Nel documento si ricorda la precedente concessione dell’alloggio comunale e si sollecita l’amministrazione a individuare una sistemazione dignitosa, sottolineando che la situazione attuale rappresenta un rischio per la salute e la sicurezza dei due coniugi.
Una ferita aperta nel cuore delle Eolie
La vicenda di Leni colpisce perché avviene in un luogo che, soprattutto d’estate, accoglie migliaia di turisti e rappresenta un simbolo di bellezza e benessere. Ma dietro l’immagine da cartolina, le Eolie sono anche comunità piccole, dove le fragilità emergono con forza e dove ogni caso sociale diventa immediatamente un tema collettivo.
La storia di questa coppia è una ferita aperta che interroga istituzioni e cittadini: in un territorio che vive di accoglienza, è necessario garantire che nessuno resti indietro.
In attesa di risposte
La richiesta dei cittadini ora è sul tavolo del Comune. La speranza è che si possa trovare rapidamente una soluzione abitativa stabile, capace di restituire dignità e sicurezza a due persone che, nonostante tutto, continuano a vivere con discrezione e silenzio la loro difficile quotidianità.






