Io ricordo Lucio Dalla alle “cave di pomice” e Sara Vaughan al “castello”…
Non servono soltanto misure restrittive, ma non é l’amplificazione nei locali l’argomento su cui concentrare attenzioni e discussioni…
Abbiamo bisogno, immancabilmente, di una programmazione di eventi “grandi” (per quanto possibile) e piccoli, magari con artisti autoctoni, per attrarre e intrattenere.
Le proteste e le proposte indirizziamole su ciò che farebbe davvero la differenza, cioè la redazione stabile negli anni e fatta per tempo (siamo mancanti o in ritardo clamoroso) di un calendario di eventi che riempia i mesi di presenza turistica, soprattutto in bassa stagione, che promuova il territorio e ne esalti la capacità di accogliere, interessare e divertire (anche noi indigeni).
Teatro, cinema, musica, artisti di strada, percorsi enogastronomici e tutti gli eventi “culturali” in senso lato che le Eolie, ricchissime di tradizioni e di patrimonio naturalistico, storico e archeologico, possono offrire…
Non riusciremo in breve tempo a ottenere i milioni di euro di finanziamento che Taormina riceve dalla regione per le sue rassegne “artistiche” di grande richiamo, ma bisogna cominciare a superare l’approssimazione con cui ci muoviamo in certi campi…
Serve una sinergia pubblico/privati che smuova l’inerzia in cui siamo caduti, perché stare fermi, in campo turistico e commerciale, equivale ad arretrare.
Continuando a discutere (soltanto) di questioni marginali non facciamo altro che insistere nel guardare il dito invece della luna…