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Referendum Costituzionale: “C’è chi dice NO”




OPINIONI

“C’è chi dice NO”
(Per sempre accusì)

Di Aurelio Bellitti

La riforma sulla giustizia voluta da Giorgia Meloni e Carlo Nordio è stata sconfitta da 15 milioni di cittadini che hanno votato NO, non solo elettori di sinistra, tanti giovani che pur tra tante difficoltà, essendo fuori sede, sì sono recati nei luoghi di residenza, con costi economici, grazie a questo governo che desiderava per paura che non votassero.

Bocciando con il voto popolare questa riforma, solo della maggioranza, senza emendamenti dell’opposizione, si è difesa la costituzione scritta dai nostri padri costituenti, dopo la caduta del fascismo con la “RESISTENZA” e la lotta partigiana, 100.000 morti per ricostruire il nostro paese. 
La grande vittoria sul referendum popolare del 2 giugno 1946, con 13 milioni di donne che votavano per la prima volta e 12 milioni di uomini, una grande vittoria con il 54% di voti nella scelta dello stato repubblicano per fare nascere la nostra costituzione con 556 costituenti eletti dall’assemblea, come: Umberto Terracini, Sandro Pertini, Pietro Calamandrei, Togliatti, Alcide De Gasperi, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Benedetto Croce, etc,etc, tutti hanno aderito, compreso i monarchici escluso i fascisti del M.S.I di Giorgio Almirante.

È stata una campagna referendaria squallida sulla riforma della giustizia, portata avanti da figli e nipoti discendenti dall M S.I, con colpi bassi, attacchi continui ai giudici, alla nostra costituzione, da indagati e condannati, inventandosi tante bugie, per avere una giustizia migliore è più efficiente nel giudicare gli imputati.
Un bel progetto macchiavellico del governo per avere il potere giudiziario asservito come impiegati al potere politico di turno, Nordio docet, Bartolozzi che definisce i magistrati plotone di esecuzione, indagata per il libico torturatore Almasri, mandato in Libia con un volo di stato, adesso mi aspetto che espatri dall’Italia, visto che il NO ha stravinto. 

Chiunque governi, la nostra costituzione va rispettata e difesa, perché è un testamento sacro, piena di sangue, come lo è la Bibbia per ebrei e i cristiani
Si possono modificare alcuni articoli nel corso del tempo, non a colpi di maggioranza, ma con 2/3 del parlamento, lo avevano previsto i nostri padri costituenti.
La riforma a Firma Meloni, Nordio, più altri componenti, del centro-dx, parlamentari e ministri hanno attaccato i magistrati con un linguaggio anticostituzionale, tirando fuori contesto, il caso Enzo Tortora, Garlasco, la famiglia del bosco, le correnti e il consociativismo tra PM e giudici giudicanti. 
Con lo scopo di avere una giustizia più efficiente con questa riforma. 

La Presidente del Consiglio, si è pure presil’aggettivo di “ignorante” in parlamento dalla deputata avvocatessa Bongiorno della Lega.
Per modificare i sette articoli: 87, ridimensionare il potere del Presidente della Repubblica, capo supremo delle forze armate e Presidente del CSM, definito da Nordio, ministro di Grazia e giustizia, organo mafioso che decide la carriera di un magistrato, quindi mafioso sarà anche Sergio Mattarella, il fratello Piersanti ucciso dalla mafia?




Articoli 102, 104, 105,106,107, 110, in sintesi:
a)due CSM ( indebolimento del potere dei giudici per averli asserviti al potere di turno e non organo autonomo e di controllo);
b) giudici eletti nel CSM a sorteggio, scelti da chi?
c)eliminazione delle correnti e A.N.M;
d)alta corte disciplinare, scelta da chi e con quale autonomia?

Questo progetto macchiavellico è stato bocciato con 15 milioni di NO, come lo fu allora nella scelta della Repubblica, principio e fine che ritornano nelle parole greche, tra alfa e omega, in violazione di un articolo tre della costituzione, che “tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge con diritti e doveri”.
Con questo voto popolare, il 59% degli elettori, la maggioranza dei cittadini con il 53,07% dei voti, ha bocciato la riforma Meloni- Nordio, che la costituzione è sacra e non va stuprata, da chi governa con una maggioranza assoluta. 
Siamo una repubblica parlamentare, con principi di diritti e doveri per tutti i cittadini, non siamo nell’Ungheria di Orban o da Trump, i suoi amici, governi autocratici e sovranisti. 

Ha pagato Giorgia Meloni, le sue posizioni ambigue, sulla Palestina, Medio Oriente, Iran, con parole “ignave”, “non condivido e non commento” . Questo suo modus operandi, per incapacità politiche o limiti strutturali, si paga a caro prezzo come Presidente del Consiglio, rappresentando, solo una parte politica, non tutti i cittadini.
Visto che la sovranità appartiene al popolo, come Lei sostiene, articolo uno della costituzione, dovrebbe dirlo per esteso: L’Italia è una Repubblica, aggiungo parlamentare fondata sul lavoro, la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nei limiti previsti della costituzione, aggiungo, quando l’elettore viene chiamato al voto”.
Quindi, con buon senso, cum grano Salis, al suo posto mi sarei dimesso, è la democrazia. Tiri le somme del suo operato, io arrivo alle conclusioni, “Faber est suae quisque fortunae” . 

Il suo teorema macchiavellico della riforma sulla giustizia è fallito:
a) desiderava avere magistrati compiacenti al potere politico, andando oltre la nostra costituzione;
b) premierato, un presidenzialismo con elezione diretta dal popolo, contro i principi costituzionali;
c) legge elettorale truffa, chi vince con un voto in più si prende tutto, in violazione dell’equilibrio dei poteri, peggio della legge truffa del 1953 di Mario Scelba, la legge bocciata dal parlamento di allora con grandi donne e grandi uomini, in illo tempore;
d) L’ elezione del Presidente della Repubblica nel 2029, non con 2\3 del parlamento, bensì con la maggioranza politica nei due rami del parlamento, già tremo da democratico e auguro a Mattarella una vita lunghissima, non vorrei trovarmi Benito, Ignazio La Russa, presidente pro tempore della Repubblica…

Ha fallito e lo dimostra il terremoto di ieri in seno alla sua maggioranza. 
Lei non è la più longeva con il suo governo, è la peggiore di tutta la Storia della Repubblica, irriverente, leziosa e sguaiata, priva di un codice etico,morale, istituzionale.
Ha rappresentato solo la sua parte politica. 
Lei ha fatto tanti errori per negligenza,( non i giudici) ha raccontato agli italiani tante bugie e si è circondata del peggio esistente sul pianeta, tanti suoi elettori hanno capito, l’hanno punita, “gutta cavat lapidem” (la goccia scava la pietra. 
Abbi più umiltà, racconti meno bugie, proprio ieri, sarà stato un caso? 

“Terremoto nel centro destra, dopo le teste che sono cadute al ministero di grazia e giustizia, di Del Mastro e la Bartolozzi, la Meloni chiesto anche la testa della Santanché, per “sensibilità istituzionale” adesso. 
Mi viene un dubbio “palese”, se avesse vinto il SI sulla riforma della giustizia, avrebbe chiesto le loro teste? 

Quindi il progetto macchiavellico della riforma Meloni- Nordio è fallito.
Il loro teorema, era di addomesticare la giustizia per essere al di sopra della legge.
Perché non lo ha fatto con tenacia, a tempo e debito per chiedere le loro dimissioni, essendo indagati e condannati?
Chi è causa del proprio male, pianga se stessa
Sempre chi dice NO, cantando:
“BELLA CIAO”,
Contro chi vuole manomettere o peggio ancora stuprare la nostra bellissima costituzione.
🌹🌹🌹🌹🌹🌹🕚🌹🌹🌹🌹🌹🌹Centomila fiori per chi vive dentro di noi ogni partigiano morto per la libertà.




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FONDAZIONE VERONESI

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