Ospedale di Lipari: La sanità delle Eolie è di nuovo sull’orlo di una crisi.
Il 30 giugno scadrà la convenzione tra l’Azienda ospedaliera Papardo e l’Asp di Messina, l’accordo che garantisce all’ospedale di Lipari la presenza di specialisti fondamentali: anestesia e rianimazione, cardiologia e pronto soccorso. Senza un rinnovo immediato, il presidio sanitario dell’arcipelago rischia un pesante ridimensionamento.
A lanciare l’allarme sono Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, e Livio Andronico, segretario generale della Uil Fpl, che parlano di una situazione «di enorme rilievo sociale» e di un «serio allarme sanitario». Per il sindacato, la mancata proroga rappresenterebbe «un colpo gravissimo» per la popolazione eoliana, che non può essere trattata come «cittadini di serie B».
La Uil ricorda che l’ospedale di Lipari è un presidio di zona disagiata, indispensabile per garantire livelli adeguati di assistenza ai residenti e per evitare un ulteriore sovraccarico degli ospedali della terraferma, già sotto pressione, soprattutto nei mesi estivi quando l’afflusso turistico aumenta in modo significativo.
Secondo il sindacato, la convenzione non comporterebbe alcun problema organizzativo per il Papardo: i medici impegnati a Lipari svolgono infatti i turni al di fuori dell’attività ordinaria nel presidio messinese. Per questo Tripodi e Andronico chiedono ai vertici dell’Asp e dell’Azienda Papardo di procedere «con la massima urgenza» al rinnovo dell’accordo.
La Uil avverte inoltre che, in assenza di risposte immediate, la vicenda sarà portata all’attenzione dell’assessorato regionale alla Salute e del Governo siciliano, che – sottolineano – «non può avallare scelte che vanno contro la collettività, il diritto alla salute e il buon senso».
Un appello forte, che riaccende i riflettori su una questione che da anni mette in difficoltà il sistema sanitario eoliano e che, senza un intervento tempestivo, rischia di trasformarsi nell’ennesimo passo verso lo smantellamento dell’ospedale di Lipari.






