CATANIA – Il futuro dell’approvvigionamento idrico a Panarea segna un punto di svolta decisivo.
Il Tar di Catania ha ufficialmente respinto il ricorso presentato contro la realizzazione del nuovo dissalatore sull’isola, ponendo fine a una lunga disputa legale che aveva bloccato l’iter progettuale.
La decisione dei giudici
Il tribunale amministrativo ha valutato infondate le motivazioni dei ricorrenti, che contestavano l’opera principalmente per il presunto impatto ambientale e paesaggistico sul delicato ecosistema delle Eolie. Secondo i giudici etnei, le procedure autorizzative seguite e le soluzioni tecniche previste rispettano i parametri di legge, dando priorità alla necessità pubblica di garantire l’autonomia idrica dell’isola.
Addio alle navi cisterna?
La sentenza rappresenta un “disco verde” fondamentale per superare la dipendenza cronica dalle navi cisterna, un sistema non solo costoso per le casse pubbliche ma anche vulnerabile alle condizioni meteomarine, che spesso lasciano residenti e turisti a secco durante le mareggiate invernali o i picchi estivi.
Le reazioni
Nonostante la sentenza, la comunità locale resta divisa:
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I favorevoli: Vedono nell’impianto l’unica soluzione moderna e sostenibile per garantire acqua corrente h24, eliminando i disagi storici dell’arcipelago.
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I contrari: Temono che le emissioni saline (la cosiddetta “salamoia”) e l’impatto visivo della struttura possano danneggiare il valore naturalistico e turistico di Panarea.
Con la pronuncia del Tar, i cantieri potranno ora procedere verso la fase operativa, salvo eventuali (e ormai complessi) ricorsi al Cga (Consiglio di Giustizia Amministrativa). Per l’isola più glamour delle Eolie, si apre una nuova stagione all’insegna della sicurezza infrastrutturale.









