Il Tribunale del Riesame di Palermo ha smontato l’impianto accusatorio dell’inchiesta sulla compagnia di navigazione Liberty Lines, principale operatore dei collegamenti marittimi con le isole minori siciliane.
Le motivazioni depositate nei giorni scorsi rappresentano una svolta decisiva nel procedimento che aveva investito i vertici della società.
L’annullamento delle misure cautelari
I giudici del collegio palermitano, hanno annullato l’ordinanza cautelare che disponeva il divieto di dimora nei comuni di Trapani e Milazzo ad Alessandro Forino, all’epoca presidente del Consiglio di amministrazione della Liberty Lines. Il Tribunale ha ribaltato la ricostruzione inizialmente accolta dal giudice per le indagini preliminari, non condividendo le ipotesi di reato contestate: frode nelle pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti e truffa aggravata per il conseguimento di sovvenzioni pubbliche.
La decisione di reintegrare tutti i direttori della compagnia si inserisce in una serie di provvedimenti favorevoli agli indagati. Il 20 dicembre 2025 il Riesame aveva già annullato le misure cautelari personali disposte in via d’urgenza, mentre il 22 dicembre era stato disposto il dissequestro dell’intera compagnia, revocando il provvedimento che aveva colpito oltre 100 milioni di euro di patrimonio aziendale.
Le motivazioni del Tribunale
Sul fronte giuridico, i giudici hanno osservato che l’articolo 356 del codice penale, relativo alla frode nelle pubbliche forniture, non è applicabile nel caso di una concessione di pubblico servizio, escludendo quindi in radice questa contestazione.
Riguardo all’accusa più grave, quella di attentato alla sicurezza dei trasporti, l’analisi del Tribunale è stata ancora più netta. Secondo i giudici non emergono elementi tali da far ritenere la flotta di Liberty Lines in condizioni di pericolo, smentendo l’idea di una flotta fatiscente. I dati forniti dalla difesa hanno dimostrato che negli anni 2021 e 2022 la compagnia ha effettuato 27.747 corse regolari, mentre le avarie contestate sono state 55, pari appena allo 0,22% del totale.
Cadono anche le accuse di truffa
Anche l’ipotesi di truffa aggravata legata alle sovvenzioni pubbliche non ha retto all’esame del Tribunale. Il capitolato d’appalto non imponeva alla società l’obbligo di comunicare ogni singolo problema tecnico, e la natura delle avarie contestate non avrebbe mai potuto portare alla risoluzione del contratto con gli enti pubblici.
Ma l’elemento decisivo evidenziato dai giudici è un altro: il servizio è stato svolto, i passeggeri sono stati trasportati e la continuità territoriale è stata garantita. Questi elementi escludono sia l’ingiusto profitto sia un danno per le casse pubbliche, requisiti essenziali per configurare il reato di truffa.
Le conclusioni: nessuna malafede
Nelle conclusioni, il Tribunale del Riesame afferma che non vi è stata alcuna malafede contrattuale, riconoscendo la correttezza della gestione societaria di Liberty Lines e dell’operato di Alessandro Forino.
L’inchiesta della Procura di Trapani, avviata nel 2019 dalla Guardia di Finanza, aveva ipotizzato gravi irregolarità nella gestione della flotta e nell’esecuzione del servizio pubblico. Dopo mesi di sequestri e misure interdittive, il quadro cautelare si è completamente dissolto, con tutti i dirigenti reintegrati nelle loro funzioni.








