Lipari & Amarcord “La storica edicola ”Belletti”.
Quando noi giovanotti di quell’epoca, salivamo da Marina Corta per andare al Corso, passavamo davanti all’edicola del giornalaio Filippo Belletti. Eravamo il solito gruppetto di amici che ci fermavamo a curiosare tra le pubblicazioni ben esposte tutte in fila: settimanali, riviste varie, libri, quotidiani, fumetti e i giornalini dell’Intrepido, il Monello, Arturo e Zoe, Topolino, Paperino, anche se i miei occhi si soffermavano di più sui fumetti di Tex Willer, Pecos Bill, Kit il Piccolo Sceriffo e di Sitting Bull (alias Toro Seduto).
Accanto a noi le ragazze da marito e quelle che all’uscita di scuola e con i libri sotto il braccio, sfogliavano di nascosto i vari settimanali che parlavano d’amore: “Il Grand Hotel, Sogno, Bolero, Luna Park, Lancio” che all’epoca venivano chiamati fotoromanzi e che piacevano alle donne sposate, mature e soprattutto alle ragazze da marito.
Questi fotoromanzi, negli anni a venire, ebbero un grande successo e dopo letti venivano prestate alle ragazze del vicinato che non avevano la possibilità di acquistarle e che fra loro, se le passavano di mano in mano. Come d’altronde succedeva a noi poveri squattrinati giovanotti che non avevamo neppure una lira e solo chi aveva i soldi l’acquistava, e come sempre poi, li leggevamo tutti.
Di solito in edicola trovavamo personaggi del posto importanti, intellettuali, quelli che leggevano Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, o il Messaggero di Roma e c’erano anche quelli che erano interessati soltanto ai quotidiani regionali e sportivi come Il giornale di Sicilia, la Gazzetta del Sud, Corriere dello Sport, e lo storico “L’Ora di Palermo” (che all’epoca aveva corrispondenti all’estero e annoverava nel giornale firme prestigiose tra cui quella di Matilde Serao, Luigi Pirandello, Salvatore di Giacomo e Giovanni Verga.
L’edicola di don Filippo Belletti era situata supra o timparozzu, nella mitica Via Garibaldi, ad angolo di fronte allo storico Bar Eolo dei fratelli Italiano. Ricordo vagamente il nonno di Mimmo Belletti, fratello della Sig.ra Marietta, mamma dei fratelli Virgona. Ricordo anche alcuni di quei negozi del rione di allora che facevano da contorno all’edicola.
Era un continuo via vai, c’era chi andava a prendere il caffè o il gelato al Bar Eolo e per leggere il giornale, o chi andava a fare la spesa da mastro Ciccio, o a comprare le scarpe e bottoni da don Pino Adornato, papà di padre Alfredo, oppure chi si recava per un rogito dal Notaio Paino e chi dal barbiere Mollica, papà di Totò o a farsi sistemare le scarpe dal ciabattino Filippo Virgona, cognato di Don Filippo Belletti e papà di Filippo, Enzo, Margherita e Pina Virgona.
A pochi passi dall’edicola, c’era la trattoria “a milazzisa”, mamma di Bartolo Merrina e c’era chi invece andava a prendere le misure per il vestito del matrimonio o per un semplice vestito dalle sorelle Mannello, zie dell’Eolian Berlinese Gilormino Casali, mentre sopra la sartoria, c’era l’ambulatorio del medico dei poveri, Don Onofrio Palamara, “che non prendeva mai soldi da loro”.
Al mio ritorno a Lipari, dopo parecchi anni, ho ritrovato l’edicola in Corso Vittorio Emanuele (Farmacia Finocchiaro) e ancora dopo un altro trasferimento ad angolo tra Corso Vittorio Emanuele e Via Prof. F.Carnevale (ex ospedale), e finalmente la storica edicola, trova la sistemazione ideale sempre nel Corso in fronte all’Ufficio Postale e a fianco alla Farmacia Sparacino.
Varcare la soglia di questo locale, di questo “tempio” ch’è un insieme di edicola, libreria, Bazar, Souvenir, e oggetti vari, mi ha dato l’impressione di trovarmi in un ambiente simile e forse anche superiore, alle edicole di grandi Città come Roma, Milano, Madrid, Londra, Parigi, Berlino.
Senza ombra di dubbio e secondo il mio parere, credo che l’edicola Belletti, sia sicuramente molto apprezzata dai turisti e vacanzieri internazionali che la frequentano. Non voglio esagerare ma, credo anche che per la comunità liparota, Eoliana e non solo, sia un valore aggiunto e un punto di riferimento di prestigio.