La “Amerigo Vespucci” incanta Lipari: un passaggio che profuma di storia e orgoglio marinaro
La Amerigo Vespucci, universalmente riconosciuta come la nave più bella del mondo, ha fatto un suggestivo passaggio ravvicinato tra Lipari e Vulcano il 7 maggio 2025 regalando alle Eolie una giornata dal forte valore simbolico. Durante la navigazione verso Palermo, il veliero ha attraversato il canale tra le isole, passando vicino ai faraglioni.
Non è solo una questione di estetica o di fascino d’altri tempi. Dietro quel legno dorato e quelle vele maestose si nasconde un pezzo di storia dell’ingegneria navale italiana che sfida i decenni.
Varata il 22 febbraio 1931 nel Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia, l’Amerigo Vespucci è oggi la nave più antica in servizio della Marina Militare, ma non fatevi ingannare: non è un pezzo da museo, è un’accademia galleggiante che non ha mai smesso di navigare.
Il suo scafo, lungo 101 metri, nasconde segreti costruttivi affascinanti.
Pensate che le sue 26 vele sono ancora realizzate in tela olona, una fibra naturale di canapa e lino, e che ogni singola manovra per orientarle viene eseguita rigorosamente a mano dall’equipaggio. In un’epoca dominata dall’automazione, sul Vespucci si impara ancora il mestiere del marinaio attraverso la forza delle braccia e la precisione dei nodi, seguendo il celebre motto attribuito a Leonardo da Vinci: «Non chi comincia, ma quel che persevera».
Ma il Vespucci è anche un trionfo di artigianato.
I fregi di prora e l’arabesco di poppa sono capolavori in legno ricoperti in foglia d’oro zecchino, dettagli che la rendono unica al mondo e che le sono valsi il titolo di nave più bella del pianeta. Eppure, sotto questa veste antica, batte un cuore tecnologico che si è evoluto nel tempo.
Oggi la nave utilizza un sistema di generazione Diesel-Elettrico all’avanguardia, che alimenta i motori rispettando l’ambiente, a conferma della sua missione moderna: non solo addestramento militare, ma anche diplomazia navale e tutela del patrimonio marino in collaborazione con UNICEF e WWF.
Ogni volta che il Vespucci incrocia un’altra unità in mare, il protocollo internazionale prevede che la nave più moderna renda omaggio alla più antica. E davanti a questo gigante di storia, che ha solcato gli oceani portando ovunque il tricolore e l’eccellenza italiana, è impossibile non restare a guardare in silenzio. È il ponte perfetto che unisce il passato dei grandi esploratori alla sensibilità ecologica del nostro futuro.
Voi siete mai riusciti a vederla dal vivo in porto o a vederla navigare a vele spiegate?









