Lipari, Marina Corta. La chiesetta del Purgatorio: la cripta invasa dal mare dopo le mareggiate. I pompieri sversano l’acqua salmastra.
Parlano don Bartolo Saltalamacchia, Mimmo Ziino e Antonio Iacullo

Lipari – Le mareggiate degli ultimi giorni hanno nuovamente messo in ginocchio la chiesetta del Purgatorio di Marina Corta, uno dei luoghi simbolo della comunità eoliana. L’acqua del mare ha invaso la cripta, penetrando con forza attraverso le aperture più esposte e sommergendo il pavimento con decine di centimetri di acqua salmastra.
A lanciare l’allarme sono stati alcuni volontari dell’associazione Cosma e Damiano, che da anni si occupano della tutela e della manutenzione del piccolo edificio sacro. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, chiamati per sversare l’acqua e mettere in sicurezza l’area.
L’intervento dei pompieri
I pompieri hanno lavorato a lungo con pompe idrovore per liberare la cripta dall’acqua accumulata. L’operazione si è prolungata nel tempo a causa della continua infiltrazione dal fronte mare.
La voce della parrocchia: don Bartolo Saltalamacchia
Il parroco di San Giuseppe, don Bartolo Saltalamacchia, segue da vicino la situazione e non nasconde la preoccupazione:
“La chiesetta del Purgatorio è un luogo caro a tutti noi. Ogni mareggiata la espone a danni sempre più gravi. Non possiamo limitarci a interventi d’emergenza: serve una soluzione strutturale, condivisa con le istituzioni, per proteggere questo patrimonio di fede e di storia.”
Don Bartolo sottolinea anche l’importanza della collaborazione tra volontari, parrocchia e autorità locali:
“Ringrazio i Vigili del Fuoco e i volontari che non fanno mai mancare il loro supporto. Ma è evidente che la comunità da sola non può bastare.”
L’associazione Cosma e Damiano: l’allarme dei volontari
Sul posto anche Mimmo Ziino e Antonio Iacullo, storici membri dell’associazione Cosma e Damiano, che da anni si battono per la salvaguardia della chiesetta.
Ziino racconta:
“Ogni volta è la stessa storia: il mare entra, allaga, danneggia. Noi interveniamo, puliamo, asciughiamo. Ma non è più sostenibile. Il Purgatorio rischia di diventare inagibile.”
Iacullo aggiunge:
“Non chiediamo miracoli, ma un progetto serio di protezione costiera. La chiesetta è parte dell’identità di Marina Corta. Non possiamo perderla.”
Un simbolo da difendere
La chiesetta del Purgatorio, affacciata sul porticciolo di Marina Corta, è uno dei luoghi più fotografati e amati dell’isola. La sua posizione, però, la rende estremamente vulnerabile alle mareggiate che negli ultimi anni, complice il cambiamento climatico, sono diventate più frequenti e violente.
L’episodio di questi giorni riaccende il dibattito sulla necessità di interventi strutturali per proteggere non solo l’edificio sacro, ma l’intera area di Marina Corta.









