Quello che Giuseppe Mercalli vide sul cratere di Vulcano nel 1888 terrorizzò persino gli scienziati.
Appunti dal cratere di Vulcano (Giuseppe Mercalli – osservazioni durante l’eruzione del 1888-1889).
«Salendo verso il cratere l’aria diviene pesante e acre. I vapori solforosi irritano la gola e gli occhi e il terreno è disseminato di frammenti di roccia scagliati dalle esplosioni precedenti.
Per lunghi minuti il vulcano rimane in un silenzio inquietante.
Poi, improvvisamente, il cratere esplode con un fragore simile al colpo di un cannone.
Una colonna di cenere e vapori si innalza rapidamente sopra la montagna e nel medesimo istante vengono lanciati nel cielo blocchi di roccia incandescenti.
Alcuni di questi massi sono di dimensioni straordinarie.
Ricadono con grande violenza sui fianchi del cono e il loro urto produce un rumore cupo che si propaga per tutta l’isola.
Durante queste esplosioni il suolo vibra sotto i piedi e si ode dal fondo del cratere un rombo continuo, simile al rumore di una locomotiva sotterranea.
Talvolta le detonazioni si susseguono a breve distanza l’una dall’altra, come una scarica di artiglieria.
Altre volte il vulcano sembra calmarsi.
Il cratere rimane per alcuni minuti avvolto da una nube grigiastra, e tutto intorno regna un silenzio profondo.
Ma è soltanto una tregua.
All’improvviso una nuova esplosione lacera l’aria e scaglia nel cielo cenere, lapilli e grandi frammenti di lava.
Il vento trasporta i vapori solforosi sull’isola e l’aria diviene quasi irrespirabile.
In queste condizioni è difficile rimanere vicino al cratere per lungo tempo.
L’attività del vulcano continua con queste violente esplosioni a intervalli irregolari.
È uno spettacolo grandioso e terribile insieme.
La montagna sembra trasformarsi in una gigantesca bocca di fuoco che, a intervalli improvvisi, lancia nel cielo cenere, pietre e vapori.»
– Giuseppe Mercalli – Treccani –
Osservazioni sull’eruzione di Vulcano Eolie (1888-1889)
ilmioviaggioalleolie – fb –

Veduta settentrionale dell’Isola di Vulcano come si presenta dallo stretto di mare che la separa dall’Isola di Lipari – (1) Cratere spento di Vulcanello – (2) Cratere attuale di Vulcano in eruzione – Fotografia istantanea presa il dì 20 agosto 1888 a ore 8,30 ant. dalla Plaja di Vinci, ove è il segnale del cordone telegrafico sottomarino all’estremità Sud dell’Isola di Lipari). (L’autore della fotografia è A. Silvestri).

Cratere di Vulcano sorpreso nell’istante di una esplosione eruttiva violenta di vapori e cenere con pietre e bombe infuocate, la quale succede dopo 14 minuti ad altra simile che ha dato la colonna di vapore cinereo rappresentata nella tav. VI (Fig. 2), e che tuttora vedesi in sfumatura perché non completamente dileguata – (Fotografia istantanea presa al dì 14 febbraio 1889 a ore 4,14 pom.).









