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Ginostra, torna il suono della campanella: dopo oltre vent’anni riapre la scuola per una sola alunna. VIDEO

Un giorno storico per Ginostra. Dopo oltre vent’anni di silenzio, questa mattina è tornata a risuonare la campanella del primo giorno di scuola nel piccolo borgo dell’isola di Stromboli, regalando alla comunità un momento carico di emozione e speranza.

Ad attraversare la soglia dell’aula è stata la piccola Aysha, unica scolara del paese, che da oggi frequenterà la prima classe della scuola primaria. Con lo zainetto sulle spalle e accompagnata dall’affetto dei suoi genitori, la bambina ha vissuto il suo primo giorno di scuola in un clima di grande partecipazione emotiva, diventando il simbolo di una rinascita attesa da anni.

Ad accoglierla c’era la maestra Laura Mongi, che seguirà Aysha nel suo percorso formativo, trasformando quella che potrebbe apparire una realtà insolita in un’importante opportunità educativa e umana.

La riapertura della scuola rappresenta molto più di un semplice ritorno alle lezioni. È il risultato di un lungo percorso fatto di determinazione, impegno e collaborazione istituzionale. Fondamentale è stata infatti la perseveranza dei genitori della bambina, che non hanno mai smesso di credere nella possibilità di garantire alla figlia il diritto di studiare senza essere costretta a lasciare il proprio paese.

Alla loro iniziativa si sono affiancati il sostegno dell’amministrazione comunale di Lipari e l’impegno della dirigente dell’Istituto Comprensivo Isole Eolie, che hanno portato avanti la richiesta presso gli uffici scolastici competenti, ottenendo infine il via libera necessario.

Determinante è stato anche il contributo dell’arcivescovo Giovanni Accolla, che ha messo gratuitamente a disposizione uno dei locali della chiesa di San Vincenzo Ferreri, recentemente ristrutturati e adattati per ospitare la classe. Una scelta che ha consentito di superare le difficoltà logistiche e di restituire a Ginostra un presidio fondamentale per la vita della comunità.

Nel piccolo centro eoliano, raggiungibile solo via mare e caratterizzato da una popolazione ridotta, il ritorno della scuola assume un valore che va oltre l’aspetto educativo. La presenza di una bambina tra i banchi rappresenta infatti un segnale di vitalità per un borgo che continua a lottare contro lo spopolamento e le difficoltà tipiche delle realtà insulari più piccole.

La campanella che questa mattina ha richiamato Aysha al suo primo giorno di lezione non ha segnato soltanto l’inizio dell’anno scolastico, ma ha riportato nel cuore di Ginostra un suono che mancava da una generazione, restituendo alla comunità una preziosa speranza per il futuro. 

Ma la vicenda di Ginostra non è l’unica a raccontare la battaglia delle piccole comunità eoliane per difendere il diritto allo studio. Anche a Filicudi la scuola ha riaperto i battenti per consentire alla piccola Tiziana di continuare il proprio percorso scolastico sull’isola. La sua storia aveva commosso l’opinione pubblica dopo la lettera inviata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con cui chiedeva di poter studiare senza essere costretta a lasciare la propria terra.

La riapertura del plesso scolastico di Filicudi rappresenta un altro importante segnale per le isole minori. Tuttavia, il primo giorno di scuola è stato segnato da un imprevisto: l’insegnante assegnata non è riuscita a raggiungere l’isola in tempo per l’avvio delle lezioni, lasciando la bambina in attesa del suo primo incontro con la maestra.

Le storie di Aysha a Ginostra e di Tiziana a Filicudi raccontano due facce della stessa realtà: quella delle piccole isole che lottano contro lo spopolamento e contro le difficoltà legate all’insularità, ma che non rinunciano a garantire ai propri bambini il diritto fondamentale all’istruzione. Due campanelle che tornano a suonare nelle Eolie e che rappresentano un messaggio di speranza per il futuro delle comunità più piccole dell’arcipelago.

La campanella che questa mattina ha accolto Aysha a Ginostra e quella che attende presto di dare il benvenuto anche alla maestra di Tiziana a Filicudi non segnano soltanto l’inizio di un nuovo anno scolastico. Sono il simbolo di una resistenza silenziosa, fatta di famiglie, insegnanti e istituzioni che continuano a credere nel futuro delle isole Eolie e nel diritto dei loro bambini a crescere e studiare nella propria comunità. 

Servizio del TGR Sicilia

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