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Diritto allo studio, a Lipari il trasporto scolastico diventa un caso politico

Diritto allo studio, “Non può dipendere dal CAP in cui si nasce”

Il gruppo di consiglieri comunali d’opposizione, presenta un’interrogazione al sindaco Riccardo Gullo: criticati i criteri ISEE per la gratuità dei trasporti degli studenti pendolari. Il paragone con Salina e l’affondo sui costi della macchina amministrativa

LIPARI – Il trasporto scolastico degli studenti pendolari torna al centro del dibattito politico a Lipari. E’ stata  depositata un’interrogazione indirizzata al sindaco Riccardo Gullo, e per conoscenza all’assessore all’Istruzione Cristina Roccella e al presidente del Consiglio comunale Antonino Russo, per contestare i criteri con cui l’Amministrazione ha deciso di erogare il beneficio della gratuità del trasporto agli studenti che ogni giorno lasciano le isole per raggiungere le scuole. 

Il nodo dell’ISEE

Al centro della polemica c’è l’avviso pubblico con cui il Comune ha subordinato l’accesso gratuito al trasporto al possesso di determinati requisiti ISEE. Una scelta che, secondo i firmatari dell’interrogazione, si pone in contrasto con lo spirito della circolare della Regione Siciliana n. 17 del 30 agosto 2024. Il testo regionale, ricordano i consiglieri, impone ai Comuni delle isole minori di garantire prioritariamente la gratuità agli studenti con ISEE fino a 20.000 euro, ma lascia aperta la possibilità – una volta rispettato questo obbligo – di destinare le somme residue anche a chi supera quella soglia, secondo criteri autonomi stabiliti da ogni Amministrazione. 

È proprio su questo margine di discrezionalità che si concentra la critica: a differenza di Lipari, altri Comuni siciliani – tra cui, viene sottolineato nell’interrogazione, quello di Salina – pur richiedendo la presentazione dell’ISEE, non avrebbero previsto alcuna esclusione automatica degli studenti con redditi superiori alla soglia, lasciando quindi aperta la porta al beneficio in presenza di risorse disponibili.

I consiglieri firmatari insistono sulla specificità del territorio eoliano, dove molti ragazzi sono costretti a lasciare la propria isola per frequentare indirizzi di studio che alle Eolie semplicemente non esistono. Una condizione, si legge nell’interrogazione, che rischia di trasformarsi in una disparità sociale: le famiglie escluse dal beneficio devono sostenere costi di viaggio elevati, e in alcuni casi i ragazzi potrebbero essere indotti a rinunciare al percorso di studi desiderato per ragioni puramente economiche, scegliendo un indirizzo scolastico diverso non per vocazione, ma per necessità.

In particolare riguarda la cosiddetta “classe media”: secondo i firmatari sarebbe proprio questa fascia di famiglie, spesso esclusa dai parametri ISEE ma comunque gravata da costi non irrilevanti sul reddito annuale, a pagare il prezzo più alto dell’attuale impostazione.

Nel testo dell’interrogazione viene evidenziato quello che i consiglieri definiscono un paradosso: mentre il legislatore riconosce la gratuità del trasporto, a prescindere dal reddito, a categorie di lavoratori pendolari come personale sanitario, personale scolastico e forze dell’ordine, gli studenti delle isole minori vedrebbero il proprio diritto allo studio subordinato esclusivamente alla fascia ISEE di appartenenza.

Il documento non si limita alla questione tecnica dei criteri di accesso, ma allarga il tiro alla gestione delle risorse comunali. I consiglieri firmatari si chiedono come sia possibile che l’Amministrazione trovi fondi per manifestazioni, eventi e iniziative promozionali, così come per sostenere una struttura dirigenziale composta da cinque dirigenti, e non riesca invece a reperire le somme necessarie per garantire pienamente il diritto allo studio dei giovani eoliani.

Le quattro domande al sindaco

L’interrogazione, per cui viene richiesta risposta scritta, pone quattro quesiti puntuali all’Amministrazione comunale:

  • per quali ragioni si sia scelto di limitare il beneficio alle sole fasce ISEE previste, senza estendere il contributo a tutti gli studenti, sul modello adottato a Salina;
  • se il Comune intenda integrare con fondi propri le risorse regionali, per garantire il trasporto anche agli studenti attualmente esclusi;
  • se non si ritenga opportuno rivedere i criteri adottati, affinché nessun giovane eoliano debba rinunciare al proprio percorso di studi per motivi economici;
  • se il diritto allo studio, in un territorio insulare e disagiato come quello eoliano, non debba rappresentare una priorità assoluta delle politiche comunali, “anche a costo di rinunciare a qualche dirigente di troppo”.

Nella parte conclusiva del documento, i consiglieri collegano la questione del trasporto scolastico al tema più ampio dello spopolamento delle isole minori, sostenendo che contrastarlo significhi partire proprio dalla scuola e dalle opportunità offerte ai più giovani. “Il diritto allo studio non può diventare un privilegio riservato a pochi, né può dipendere dal codice di avviamento postale o dall’isola in cui si nasce”, si legge nell’interrogazione, che chiede all’Amministrazione di riconsiderare le proprie scelte mettendo “al centro i giovani e il loro futuro”.

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