Il ciclone “Harry” (spesso chiamato uragano o medicane mediterraneo), tra il 19 e il 21 gennaio 2026, ha colpito duramente, con effetti particolarmente gravi sulla costa ionica della “provincia di Messina”.
Allerta rossa emessa dalla Protezione Civile, mareggiate eccezionali con onde fino a 6-9 metri, venti tempestosi oltre i 100-120 km/h e piogge intense hanno causato danni significativi, evacuazioni e disagi diffusi, senza fortunatamente registrare vittime nella provincia.
I danni principali nella provincia di Messina
La fascia jonica messinese è stata la zona più colpita, con mareggiate devastanti che hanno aggredito lungomari, infrastrutture costiere e viabilità.
– Santa Teresa di Riva → uno dei Comuni più danneggiati. Il mare ha aperto e allargato enormi voragini sul lungomare (Via Giovanni Falcone), inghiottendo un’automobile con a bordo un anziano (salvatosi dopo aver chiamato i soccorsi). Crollo parziale di piazzette e strutture (es. piazzetta Galassiopea), strade invase da acqua, fango e detriti. Blackout elettrici e mancanza d’acqua in alcune zone.
– Letojanni → onda anomala ha travolto il lungomare, invadendo strade e allagando aree urbane. Lungomare interdetto al transito pedonale e veicolare.
– Altri comuni ionici (Giardini Naxos, Sant’Alessio Siculo, Furci Siculo, Roccalumera, Nizza di Sicilia, Alì Terme) → chiusura totale dei lungomari per otto giorni consecutivi. Mareggiate hanno distrutto arredi urbani, trascinato barche (es. al Ringo barche portate via dal mare), allagato strade e causato erosione costiera.
– Torrente Agrò (tra Santa Teresa di Riva e Sant’Alessio Siculo) → esondazione e innalzamento oltre la sede stradale. Chiusura della passerella sommergibile (unico collegamento diretto dopo il crollo del ponte nel 2018), interruzione della viabilità statale. Unico percorso alternativo rimasto l’autostrada A18 tramite svincoli di Roccalumera e Taormina.
– Giampilieri Marina (zona sud di Messina) → evacuazione precauzionale di 32 ospiti della RSA Villa Aurora, struttura fronte mare a rischio.
– A Milazzo una mareggiata ha travolto il pontile di Santa Maggiore, nel rione Vaccarella, danneggiando non solo l’area in cui in estate trovano ricovero le barche da diporto, ma anche la parte riservata agli uffici.
– Messina città → voragine sul lungomare con auto finita dentro (anziano alla guida salvato, ma intervento drammatico: ambulanza del 118 travolta da un’onda anomala durante i soccorsi). Crollo di un palo semaforico in zona Santa Margherita, scuole chiuse per più giorni.
– Evacuazioni totali in provincia → circa 190-200 persone evacuate complessivamente lungo la costa orientale siciliana, di cui una parte significativa in area messinese.
Impatti generali
– Infrastrutture —Viabilità compromessa, passerelle e tratti di lungomare distrutti, collegamenti marittimi per le isole Eolie interrotti per giorni.
– Servizi — Scuole chiuse in quasi tutta la provincia (Messina, Taormina, Santa Teresa di Riva, ecc.), blackout elettrici locali, disagi per acqua potabile.
– Bilancio umano — Nessun morto nella provincia di Messina, ma diversi episodi sfiorati (auto in voragini, soccorritori travolti da onde). Feriti lievi sparsi nel Sud.
Il ciclone Harry ha lasciato una scia di distruzione soprattutto sulle coste ioniche, con danni stimati in milioni di euro per ripristino di lungomari, strade e strutture balneari. La conta definitiva è ancora in corso, ma la furia del mare ha reso evidente la vulnerabilità della costa messinese di fronte a eventi meteorologici estremi sempre più frequenti.









