A Lipari la lotta per i diritti delle persone con disabilità non è solo una questione di leggi e regolamenti, ma una battaglia quotidiana fatta di dignità, rispetto e inclusione.
Da anni, al centro di questo impegno ci sono Alessandro “Sandro” Biviano e la moglie Sara Garofalo, protagonisti di numerose iniziative di denuncia e sensibilizzazione contro le barriere architettoniche ancora presenti sull’isola.
Le denunce sugli accessi negati
Negli ultimi mesi, Biviano ha raccontato pubblicamente episodi emblematici che hanno riacceso il dibattito sull’accessibilità a Lipari. In particolare, ha denunciato casi di locali pubblici aperti o ristrutturati senza alcun accesso per persone in carrozzina, dove ai clienti con disabilità viene proposto di essere “sollevati a peso” o addirittura serviti sul marciapiede. Situazioni definite dallo stesso Biviano come umilianti e discriminatorie, incompatibili con una comunità che si definisce civile.
In uno di questi casi, solo dopo una dura presa di posizione pubblica e un confronto acceso con i gestori, è stato possibile ottenere l’installazione di una pedana di accesso, così come previsto dalla normativa vigente sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Un risultato importante, che però – come sottolineato – evidenzia come spesso i diritti vengano riconosciuti solo dopo una lotta estenuante.
Il ruolo di Sara Garofalo
Accanto a Sandro Biviano c’è da sempre Sara Garofalo, moglie e caregiver, impegnata non solo nell’assistenza quotidiana ma anche nella difesa attiva dei diritti delle persone con disabilità. La sua presenza è costante nelle battaglie pubbliche, negli incontri istituzionali e nelle denunce rivolte alle amministrazioni e agli operatori economici che non rispettano le regole sull’accessibilità. Una testimonianza diretta di come il tema della disabilità coinvolga intere famiglie, spesso costrette a supplire alle carenze del sistema.
Dalla protesta al riconoscimento istituzionale
L’impegno civile di Alessandro Biviano non è rimasto confinato alla dimensione locale. Negli anni, la sua lotta per i diritti delle persone fragili lo ha portato all’attenzione nazionale, fino a diventare un simbolo della difesa della dignità delle persone con disabilità, in particolare di chi vive in territori insulari o periferici.
Nel maggio 2025, la Giunta comunale di Lipari, guidata dal sindaco Riccardo Gullo, ha riconosciuto formalmente questo percorso conferendo a Biviano il titolo onorifico di “Ambasciatore delle Isole Eolie nel mondo per la promozione dei diritti essenziali e la tutela delle persone fragili e con disabilità”. Un incarico simbolico, ma dal forte valore civile e istituzionale, che lo consacra di fatto come rappresentante morale e portavoce di queste istanze per il Comune di Lipari.
Una battaglia che riguarda tutta la comunità
Le vicende raccontate da Biviano e Garofalo pongono interrogativi profondi sul modello di sviluppo turistico e commerciale dell’isola. L’accessibilità non è solo un diritto per le persone con disabilità, ma un indicatore di civiltà e di qualità dell’accoglienza. Come spesso ribadito dallo stesso Biviano, “la disabilità non è una scelta, l’indifferenza sì”.
A Lipari, la loro battaglia continua a essere un punto di riferimento per chi chiede pari diritti, rispetto delle leggi e reale inclusione, affinché nessuno sia più costretto a rinunciare a un servizio o a un locale pubblico solo per la presenza di uno scalino.
Disabili trattati come pacchi: a Lipari i diritti diventano una battaglia contro l’indifferenza







