Aeroporto del Mediterraneo, al via la raccolta dei terreni: parte la manifestazione d’interesse tra Milazzo, Barcellona e Merì
Entra nella fase operativa il progetto dell’Aeroporto Intercontinentale del Mediterraneo, l’infrastruttura privata proposta da Sciara Holding, guidata dal CEO Fabio Bertolotti. La società ha avviato ufficialmente la manifestazione d’interesse rivolta ai proprietari dei terreni situati nei territori di Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto e Merì, primo passo verso la possibile acquisizione delle aree necessarie.
Un’area di 5 milioni di metri quadrati
La superficie complessiva individuata per l’opera è stimata in circa 5 milioni di metri quadrati, distribuiti in zone con caratteristiche differenti:
- Barcellona Pozzo di Gotto: aree rurali e porzioni vicine ai comparti industriali
- Merì: terreni di espansione e connessione territoriale
- Milazzo: fasce destinate al raccordo logistico
I proprietari delle particelle catastali incluse nel perimetro possono segnalare il proprio interesse senza alcun vincolo, trattandosi di una fase esclusivamente esplorativa.
Incontro pubblico il 15 maggio
Il progetto sarà illustrato in un incontro aperto al pubblico, fissato per il 15 maggio alle ore 10 nella Sala Nobile di Palazzo D’Amico a Milazzo. Durante l’appuntamento verrà presentata una versione semplificata del piano e saranno fornite le modalità per aderire alla manifestazione d’interesse.
Trattative dirette e percorso facilitato
Sciara Holding punta su una negoziazione volontaria con i proprietari, evitando procedure complesse e privilegiando accordi considerati equi e trasparenti. Chi aderirà potrà accedere a:
- valutazioni dedicate
- trattative dirette
- assistenza tecnico‑amministrativa
- gestione riservata delle pratiche
Un progetto interamente privato
La società ribadisce che l’iniziativa non prevede l’impiego di fondi pubblici e non comporterà costi per la collettività. Anche un’eventuale futura inclusione nel Piano Nazionale degli Aeroporti non implicherebbe oneri per lo Stato: l’investimento resterebbe totalmente a carico di capitali privati.
Secondo i promotori, l’opera potrebbe generare ricadute positive in termini di sviluppo economico, occupazione e potenziamento delle infrastrutture nel Mezzogiorno.









